Il finale, o terminale, per definizione è “qualcosa che sta alla fine” ed è un “tratto di filo” che nel nostro caso troviamo come ultimo elemento nel processo dinamico del lancio e della proiezione della mosca. Il finale è agganciato alla coda di topo che a sua volta è agganciata al backing avvolto sul mulinello.
Il finale deve essere inteso come il prolungamento della coda di topo alla quale viene collegato . Le caratteristiche di un buon finale per la pesca con la mosca devono essere le seguenti:
- di proiettare la mosca con sufficiente energia (deve essere potente);
- di fare adagiare la mosca delicatamente in acqua (deve essere sottile,leggero e delicato);
- di portare la mosca esattamente nel punto dove noi abbiamo deciso (deve essere preciso);
- di non rompersi se agganciamo un grosso pesce (deve essere resistente)
- essendo la parte di filo che più si avvicina al pesce, non deve spaventarlo quindi deve essere invisibile
Salvo rare eccezioni, a prescindere dalla sua lunghezza il finale è sempre conico: inizia con una parte grossa, quella che si fissa alla coda di topo della quale ne è il prolungamento, e poi man mano cala di diametro fino all’ultimo tratto, il più sottile, al quale annodiamo la mosca. Tale conicità ci permette di avere da un lato un filo dal diametro sufficientemente sottile che ci consente di annodare la mosca (essendo nel contempo meno evidente al pesce) e dall’altro di trasmettere alla mosca, che ne è la destinataria ultima, l’energia accumulata dalla coda di topo durante il lancio.
I finali possono essere “conici” o “a nodi”. Nella terminologia corrente per “conico” (tutti lo sono) si intende un finale realizzato in un unico pezzo di nylon trafilato industrialmente (senza nodi).
Quelli “a nodi” sono invece fatti con vari spezzoni di nylon annotati tra loro, con diametri decrescenti a costituirne la conicità.
La lunghezza del finale è in stretto rapporto al pesce che si intende pescare e alla tipologia delle acque sulle quali si pesca non ché alla tecnica adottata. Nelle correnti di un piccolo torrente vorticoso e infrascato dovrà essere necessariamente corto perché risulterà più rapido e preciso in rapporto allo spazio a disposizione, mentre in ampie acque lisce e cristalline sarà molto più lungo per tener lontana dal pesce la coda di topo che posandosi magari lo spaventerebbe.
Quasi tutti i finali in commercio iniziano con un nylon del diametro di 0,45–0,50 e si differenziano, oltre che per la lunghezza, a volte espressa in piedi, per quello della parte sottile della punta.
Così ad esempio:
- se l’etichetta dice 9’-14, significa che il finale è lungo 9 piedi (270 cm.) e il nylon in punta è lo 0,14;
- se l’etichetta indica 360 - 12, abbiamo un finale di 360 cm. con in punta un filo di 0,12 mm;
- se l’etichetta riporta 7’- 45/16, abbiamo un finale di 7’ (210 cm.) con il diametro di partenza del 0,45 e in punta dello 0,16.
Qualora sulla confezione appaia la sigla S significa che il finale è concepito per la pesca sommersa.
Sovente i finali di produzione estera riportano sulla confezione la scritta “Dry / Floating” (galleggiante) o “Wet / Sinking” (sommerso o affondante) a seconda della loro idoneità al relativo tipo di pesca.
Quelli in trafilato conico inoltre, per indicare il diametro della punta, possono avere alcune sigle:
Sigla 0X 1X 2X 3X 4X 5X 6X 7X
=Diametro mm. ca. 0,27 0,24 0,22 0,19 0,17 0,14 0,12 0,10